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sabato 31 dicembre 2011

Per un anno saporito...!

Che siate morbidi come un pan di Spagna, o apparentemente più duri come una pasta frolla (anche se in fondo in fondo siete friabilissimi... chi volete prendere in giro??), l'augurio della Panicceria per quest'anno è che possiate incontrare quel gusto che vi sorprenda, quell'accostamento di sapori che non vi aspettavate, che scopriate di non poter fare a meno di quell'ingrediente che non avevate mai considerato.

Mischiatevi, sporcatevi le mani, assaggiate. 
Improvvisate, sbagliate, ricominciate. 
Potreste anche correre il rischio di inventare una nuova crema ganache ;)


E concludo con una frase di una mia insegnante del corso di pasticceria:

"Per cucinare bene ci vuole una testa leggera, un cuore grande e uno spirito generoso"

...che potrebbe essere un ottimo auspicio anche fuori dalla cucina :)


BUON ANNO!

lunedì 26 dicembre 2011

Un treno di auguri!


Che senso ha "perdere" l'intera Vigilia di Natale nel costruire un trenino di biscotti che finirà in pezzi meno di 24 ore dopo? Perché impazzire nel far combaciare vagoni di pasta frolla poco collaborativi, che tendono a spezzarsi più che ad allinearsi? Per non parlare del fatto che alla fine della giornata i vostri vestiti saranno di gran lunga più glassati dei biscotti...!

C'è un proverbio tedesco che dice che "pregustare è il modo migliore di gustare". L'attesa di un momento e la cura messa nella sua preparazione sono molto più che un contorno... diciamo che preparano il palato ad apprezzare tutte le sfumature di gusto di quello che ci apprestiamo a vivere. In una parola ad assaporarlo. 
E il sapore del Natale (come ho già avuto occasione di scrivere) per quanto mi riguarda fa rima con biscotti. Sfornare biscotti è da tempo immemorabile il mio modo preferito di onorare l'attesa nel giorno della Vigilia. 


E allora impasta la frolla, lavorala, falla riposare. E poi stendi la pasta, ritaglia, inforna, fai raffreddare. E ancora prepara la glassa, colora, decora, fai asciugare. E infine assembla il tutto sfidando la forza di gravità e l'elasticità della pasta frolla. Tutto questo cercando di coinvolgere nell'operazione il maggior numero di componenti della famiglia possibile...!




Ecco così i vostri auguri tridimensionali prendere forma sul binario della follia creativa. E quando il 25 vedrete sfrecciare il vostro dolce trenino tra i piatti e i bicchieri della tavolata natalizia... penserete che ne sarà valsa la pena! Contemplare quei vagoni di dolcezza vi ripagherà di tutti gli sforzi, oltre ad aiutarvi ad ignorare gli sguardi scettici dei vostri cugini ;)



BUON NATALE DAL CAPOTRENO!




PS: tutto questo è stato reso possibile grazie alla 
imprescindibile collaborazione 
della mia socia di malefatte natalizie Irene

venerdì 16 dicembre 2011

Non si può afferrare una stella... o forse sì?

Per tutti coloro che come me credono che "Natale uguale biscotti"

Nonostante la perplessità della mia coinquilina Nadia ("mi sembra uno spreco di ottimi biscotti..."), quest'anno finalmente ho realizzato un mio vecchio cruccio: l'albero biscottato!
E così, ecco che la vanillina si impossessa di un altro settore della mia vita, quello delle decorazioni natalizie.




E' un albero da guardare, da odorare e, volendo, anche da assaggiare (ma con moderazione Nadia!)... e ha quel tocco fiabesco da paese dei balocchi :) 

Quando ho dovuto scegliere che formine utilizzare per i biscotti-addobbi, non ho avuto dubbi: stelle, stelle e ancora stelle. Piccoli puntini luminosi che hanno orientato naviganti e ispirato poeti. Lontane tra loro e lontanissime da noi, eppure ci piace pensare che siano messe lì a disegnare per noi costellazioni dai nomi fantasiosi. Più di tutto poi, ci piace credere che ogni tanto "cadono" per regalarci un pezzo di cielo in questa valle di lacrime ed esaudire i nostri desideri. E mi ha fatto molta simpatia scoprire che la parola "desiderio" derivi proprio dalla parola latina sidera (stella).

Insomma a guardarlo meglio, questo è più che altro un albero di desideri. Desideri friabili e profumati di vaniglia. Forse un po' vanitosi con quel trucco di glassa e confettini argentati. Ma sicuramente dolci. E soprattutto (cosa non scontata) a portata di mano... oltre che di ramo ;)


mercoledì 16 novembre 2011

Un errore perfetto

Natale si avvicina e la Panicceria è già in fermento. Dopo il grande successo registrato l'anno scorso dalla casetta di biscotti e dal tronchetto di Natale, tutti si chiedono quali mirabolanti effetti speciali sono in cantiere per quest'anno. Un albero fatto completamente di biscotti (anche le foglie)? Una torta con un paesaggio natalizio ricoperto da neve vera? Una natività di cioccolato dimensioni reali?

Tutto questo e molto altro, ma ovviamente il segreto professionale mi impedisce di rivelare i dettagli. Nel frattempo però, giusto per entrare un po' nel clima di attesa, vi ripropongo il mitico tronchetto che ha accompagnato il Natale 2010 di molti di voi.

°°°°°


Nonostante il grande effetto scenico (cui sicuramente contribuiscono anche le pignette del paese della vendemmia), a guardarlo bene si tratta di un semplice rotolo di pan di spagna farcito in cui l'effetto degli anelli del tronco è stato reso con una golosa crema pasticcera alle nocciole corretta al Bayles. Il tocco in più è senz'altro dato dalla particolare crema al cioccolato di rivestimento che, grazie alla sua speciale consistenza, rende alla perfezione l'effetto corteccia.


La storia di come è nata questa crema vale la pena di essere raccontata. E' la storia di una sbadataggine, di una caduta (nel vero senso della parola!). Insomma è la storia di uno dei tanti errori per cui procede l'evoluzione. Ma è anche una di quelle storie di speranza di cui abbiamo tanto bisogno sotto Natale ;)

Ma partiamo dall'inizio. La crema in questione si chiama crema ganache e già il nome è tutto un programma... Nonostante infatti qualche strano algoritmo della nostra mente ci porti a credere che nelle parole francesi sia insito un qualcosa di raffinato (e invece in quelle tedesche sia celato un insulto!), l'aggettivo ganache vuol dire "stupido". Ebbene sì, avete capito bene.
Narra la leggenda che questa preparazione si debba a un apprendista pasticcere francese che alla fine dell'800, per un banale errore, avrebbe fatto cadere della panna bollente in una ciotola contenente cioccolato fondente. "GANACHE!", lo insultò senza appello lo chef. Ma il nostro eroe, anzichè perdersi d'animo e cambiare mestiere, cercò di recuperare la situazione e lavorò cioccolato e panna insieme mescolando per bene.
Nacque così una delle creme di base più versatili e diffuse in pasticceria. Montata a freddo assume la consistenza compatta e lavorabile che si vede nel rivestimento del tronchetto, mentre utilizzata calda e non montata è una glassa dalla lucentezza impareggiabile.

La ricetta di questa preziosa crema è davvero... stupida!
Pari quantità di panna e di cioccolato.
Portare ad ebollizione la panna.
Sciogliere dentro il cioccolato spezzettato.

Et voilà.. e così anche voi contribuirete ad omaggiare uno dei tanti errori ben riusciti della storia dell'uomo. D'altronde, anche Cristoforo Colombo alla fine era uno che si era perso...!